Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Stagione 2015-2016
Written by: Redazione
Category: Mozartiana

Roma - Domani inaugurerà la Stagione Sinfonica 2015-2016 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un programma che apre la strada a un progetto di ampio respiro. Antonio Pappano sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia, nello spazio di un solo mese, dirigerà le nove Sinfonie di Ludwig Van Beethoven accostando il musicista tedesco alla musica contemporanea italiana e in due concerti a musicisti a lui coevi: Luigi Cherubini e Gaspare Spontini.

Il concerto inaugurale impaginerà insieme alla Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, una nuova commissione dell’Accademia di Santa Cecilia affidata a Luca Francesconi, compositore tra i più eseguiti nella scena internazionale, infaticabile sperimentatore con una particolare predilezione per la musica elettronica, proteso verso un linguaggio potentemente energetico. Alla sua seconda opera scritta per Santa Cecilia, Francesconi presenterà in prima mondiale Bread, Water and Salt  su testi di Nelson Mandela. Le successive Seconda e Quinta si affiancano, invece, all’Ouverture da l’Olympie di Spontini (10-12-13 ottobre) e la Medea (Ouverture) di Cherubini sarà invece affiancata dalle Sinfonie n. 4 e n. 7 (17-19-20 ottobre).

A fine ottobre (24-26-27) una nuova commissione sarà affidata a Giovanni Sollima. Ludwig Frames è il titolo della composizione eseguita insieme alle Sinfonie n. 8 e n. 6. Compositore di spiccata comunicativa, Sollima si accosta a Beethoven partendo dai “Quaderni di conversazione”, ovvero da quei taccuini che il musicista utilizzava per comunicare da quando la sua sordità si era seriamente aggravata. Una personalità compositiva differente è quella del triestino Fabio Nieder che nel concerto di novembre (1-2-3) insieme alle Sinfonie n. 1 e n. 3, presenterà una nuova pagina in cui all’interno della grande orchestra ricreerà gruppi cameristici eterogenei. Un’incursione nel ‘900 americano, un ‘900 sostanzialmente diverso da quello europeo, aperto ad altri influssi, impegnato a raccontare una società di sfaccettata molteplicità sarà l’indice tematico del concerto diretto a gennaio (16-18-19) da Pappano che impagina la sua  suite di Fancy Free di Bernstein con il Concerto per violino e orchestra di Barber, nell’interpretazione di Gil Shaham e infine l’Harmonielehre che John Adams scrive nel 1985 ispirandosi e alludendo nel titolo ad alcuni trattati di armonia, in particolare a quello di Arnold Schönberg e suddivisa in 3 movimenti: La liberazione, Deserto spirituale e La grazia. Ancora Novecento nel concerto successivo (23-25-26 gennaio) dove Pappano dirigerà pagine di musicisti che hanno cambiato il volto della musica del XX secolo: Debussy, con il Prélude à l’après-midi d’un faune, il Concerto per violino di Arnold Schönberg, di rara esecuzione qui interpretato da Michael Barenboim, figlio di Daniel e al suo debutto a Santa Cecilia, e infine, posto ad anello di congiunzione tra i due grandi “rivoluzionari”, Gabriel Fauré con il suo Requiem op. 48.

Ad aprile (2-3-4) con Pappano si torna alla nuova musica con L’Aurora probabilmente di Riccardo Panfili - commissione della Scala - eseguita in prima assoluta in una nuova edizione. Panfili è un compositore vicino all’Accademia, cresciuto nel ‘vivaio ceciliano’ delle giovani promesse; nel 2006 ha vinto il Primo Premio del Concorso Internazionale di Composizione "Santa Cecilia" di Roma. Ultimo appuntamento con Antonio Pappano, il 9 aprile con un concerto fuori abbonamento. Ospite Hélène Grimaud, impegnata nel Concerto per pianoforte n. 4 di Beethoven. Subito dopo, la pianista francese, l’Orchestra e il Direttore, partiranno per una tournée che toccherà Parigi, Berlino, Hannover, Amburgo, Francoforte e Monaco. Ancora un tour a maggio, questa volta con la già acclamata pianista Beatrice Rana a  Rio De Janeiro, San Paolo e Buenos Aires.

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è divenuta ribalta per le nuove generazioni sia di direttori sia di interpreti, che si alterneranno accanto ai grandi maestri e solisti di acclarata fama. Per i debutti il podio di Santa Cecilia accoglierà (4-6-7 giugno) Lionel Bringuier, attuale Direttore Principale della Tonhalle-Orchester Zürich, succedendo a David Zinman, direttore statunitense che torna a Santa Cecilia a marzo. Al pianoforte, sotto la guida di Bringuier, siederà Yuja Wang impegnata nel Concerto n. 3 di Prokof’ev. Altro debutto sarà quello dell’olandese Jaap van Zweden, cresciuto sotto l’ala maestra di Bernard Haitink. Con lui Benedetto Lupo per il Concerto per pianoforte n. 25 K 503 di Mozart. Il 21-23-24 novembre torna Vasily Petrenko, che oltre alla Symphonie espagnole di Lalo, presenterà il poco eseguito Manfred di Čajkovskij; al suo fianco il debutto a Santa Cecilia del violinista Ray Chen. Torna due volte Andrés Orozco-Estrada, il 28, 30 novembre e 1 dicembre con Webern, Zemlinsky e Strauss e invece il 19, 21 e 22 dicembre con La Creazione di Haydn. Con Pablo Heras-Casado suona per la prima volta con l’Orchestra il pianista statunitense Emanuel Ax, interprete del Concerto n. 2 di Beethoven. Gradito ritorno sarà anche quello di Juraj Valčuha - attuale Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI - che dirigerà il debutto a Santa Cecilia di Federico Colli, pianista bresciano, classe 1988, impegnato nel Concerto n. 3 di Rachmaninoff. Dopo il Primo Premio al Salzburg Mozart Competition del 2011 e la vittoria del  Leeds International Piano Competition del 2012, Federico Colli ha intrapreso una serie di concerti in gran parte del mondo. La critica lo colloca nel solco della grande tradizione italiana di Arturo Benedetti Michelangeli e Maurizio Pollini. Un ciclo dedicato alle quattro Sinfonie di Schumann caratterizzerà la presenza di Daniele Gatti, già direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia dal 1992 al ’97, che torna dopo sette anni di assenza. L’austero Oedipus rex di Stravinsky segna la presenza del finnico Sakari Oramo. Grande punto di forza di questa esecuzione sarà la presenza di Roberto Herlitzka, impegnato nel ruolo del Narratore.

A marzo (5-7-8) torna Myung-Whun Chung con il Te Deum e la Sinfonia n. 9 di Bruckner e per due volte Yuri Temirkanov che dirigerà il debutto con l’Orchestra di Santa Cecilia della violinista  Anna Tifu (30 gennaio 1-2- febbraio) e ad aprile (23-24-26) con Ravel, Brahms e i mahleriani Kindertotenlieder interpretati da Markus Werba.

Musicisti a tuttotondo, ovvero interpreti e direttori allo stesso tempo, saranno il pianista Alexander Lonquich, impegnato nella duplice veste con Mozart e Haydn e il violinista Leonidas Kavakos, che dirigerà il Primo Corno dell’Accademia, Alessio Allegrini nel Concerto per corno n. 4 di Mozart. Ancora Mozart con il Concerto per pianoforte n. 21 K 467, affidato a Radu Lupu; sul podio Fabio Luisi che completerà il programma con la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Bruckner.

Per musica e cinema, a gennaio Disney Fantasia un progetto realizzato in collaborazione con Musica per Roma e la Festa del Cinema di Roma: sulle immagini del celebre film d’animazione del 1940, unite all’omonimo remake del 1999, suonerà dal vivo l’Orchestra di Santa Cecilia. A maggio invece Ennio Morricone dirige il ‘premio Oscar’ Ennio Morricone alla testa dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia e, successivamente, Stephane Denéve leva la bacchetta su Alexander Nevskij  di Prokofiev e alcune delle colonne sonore più celebri di John Williams.

Non poteva mancare in Stagione l’Opera, che sarà rappresentata da una nuova produzione dell’Accademia di Santa Cecilia di Così fan tutte diretta da Semyon Bychkov e, anche quest’anno, da Verdi con la Messa da Requiem diretta da Manfred Honeck (7-9 e 10 novembre) che segue al successo della recente Aida di cui il 19 ottobre uscirà l’incisione per la Warner Classics.

L’Accademia di Santa Cecilia dedicherà al Giubileo straordinario tutti i concerti di musica sacra.

 

LA STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA

La Stagione di musica da Camera si inaugura il 21 ottobre con il recital del pianista russo Nikolaj Luganskij che impagina un programma con Schubert e Čajkovskij; dopo Luganskij, Leif Ove Andsnes con l’omaggio a Sibelius nel 150° anniversario della nascita, Alexandre Tharaud (musiche di Ravel, Grieg e Beethoven), l’elegante Mitsuko Uchida con il Quartetto Ebéne. Ma sarà la scuola pianistica russa a offrire una successione di interpreti straordinari che vanno da Mikhail Pletnev a Daniil Trifonov, da Denis Matsuev a Yefim Bronfman, per arrivare ai vertici dell’Olimpo della tastiera: Grigory Sokolov e Krystian Zimerman, sempre tanto attesi dal pubblico romano.

Anche nella cameristica non poteva mancare la produzione beethoveniana con l’esecuzione integrale delle Sonate per violoncello e pianoforte affidata a Mario Brunello e Andrea Lucchesini e ancora con quattro Sonate per violino e pianoforte che vedranno il debutto del pianista Kit Armstrong - statunitense, classe 1992, attivo anche come compositore - al fianco del Primo Violino dell’Orchestra dell’Accademia, Roberto Gonzalez-Monjas.

E per Beethoven, Antonio Pappano torna al pianoforte e con lui le Prime parti dell’Orchestra, Carlo Maria Parazzoli (violino) e Gabriele Geminiani (violoncello) per i Trii “Degli Spettri” e “Arciduca”.

In tema di debutti, da segnalare quello del duo Silvia Chiesa (violoncello) e Maurizio Baglini (pianoforte) dedicatari e interpreti della composizione 150 Decibel di Nicola Campogrande (prima esecuzione nei concerti dell’Accademia).

Per le formazioni cameristiche, nate in seno all’Orchestra, saranno presenti in stagione gli Archi di Santa Cecilia diretto dal Primo violoncello Luigi Piovano, l’Accademia Barocca dell’Accademia e il Coro di Santa Cecilia, diretti da Federico Maria Sardelli in una Soirée Lully.

Da segnalare, inoltre, l’Ensemble Modern (fuori abbonamento, in collaborazione con Villa Massimo), al quale faranno da contrappeso I Solisti di Pavia con il violoncellista Enrico Dindo in un concerto tutto dedicato alla musica di C. P. E. Bach; il Sestetto Stradivari (musiche di Rimsky-Korsakov e Čajkovskij) e Fabio Biondi con l’Europa Galante in un originale programma interamente dedicato a Luigi Boccherini.

 

COSÌ FAN TUTTE A SANTA CECILIA

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti, dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, ultima delle opere su libretto di Lorenzo Da Ponte, dopo Le nozze di Figaro e Don Giovanni, sarà la nuova e importante produzione che l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenterà fuori abbonamento, in fine stagione e in sole due date, ovvero il 23 e il 27 giugno 2016.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia  - quest’ultimo istruito da Ciro Visco - ci sarà Semyon Bychkov ospite abituale dell’Accademia.

 

L’intrigante storia del capolavoro mozartiano sarà interpretata da un cast di livello internazionale con il soprano americano Corinne Winters impegnata nel ruolo di Fiordiligi, il mezzosoprano americano Angela Brower che sarà Dorabella, la spagnola Sabina Puértolas sarà Despina, il tenore americano Lawrence Brownlee Ferrando, l’austriaco Markus Werba, invece, vestirà i panni di Guglielmo e infine l’italiano Roberto Tagliavini quelli di Don Alfonso.