Lettera inedita di Antoine de Saint-Exupéry

Sono le cinque del pomeriggio: da ora fino al momento di dormire sarò solo, perché ai miei amici ho detto che sono stanco e non voglio vedere nessuno. La signorinella a cui ho strenuamente riservato queste ore di libertà non si è neanche data la pena di telefonare per dirmi che non veniva. Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande, visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire. Signorinella, dare questo potere è dolce. Vederlo usare è malinconico.

Le favole sono fatte così. Una mattina ti svegli e dici: "Era solo una favola…"  

Sorridi di te. Ma nel profondo non sorridi affatto. Sai bene che le favole sono l'unica verità della vita.

L'attesa. I passi leggeri. Poi le ore che scorrono fresche come un ruscello sui ciottoli bianchi tra due rive erbose. I sorrisi, le parole senza importanza così piene d'importanza. Ascolti la musica del cuore: è bello bellissimo per chi è capace di sentire…

Ovviamente vuoi tante cose. Vuoi cogliere tutti i fiori e tutti i frutti. Vuoi respirare tutti i prati. Giocare. Ma è davvero giocare? Non sai mai dove il gioco cominci né dove finisca, però sai che mette tenerezza. E che sei felice. 

(Traduzione di Sergio Claudio Perroni, da Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, Bompiani editore)