Il retaggio, romanzo al negativo dei Buddenbrook

di Giorgio Montefoschi

 

«Quando uscì in Inghilterra, nel 1956, il romanzo piacque a Evelyn Waugh. Non c’è da stupirsene. Due case tedesche alla fine dell’Ottocento, nelle quali quasi tutti credevano di dover parlare solo in francese. Una famiglia di ebrei ricchissimi, i Merz, nell’immensa villa guglielmina di Berlino. E una famiglia terribilmente e formalmente cattolica nella casa di campagna, al sud, con un capostipite bizzarro e distratto e tre rampolli inaffidabili. Poi i vicini di tenuta, con il conte Bernin, assai implicato nelle Cancellerie e negli affari di Stato. E ancora: dame frivolissime e dame austere; viaggi; soggiorni a Parigi, in Costa Azzurra e in Spagna ... Oggi, Il retaggio ci sembra un romanzo divertentissimo: una sorta di calco al negativo dei Buddenbrook; la rifinitura aerea e frivola di un’epoca inamidata e per certi versi plumbea. Con cambi di prospettiva vertiginosi e dialoghi magnifici come nella realtà, e come non si leggevano da tempo, amministrati dalla penna agilissima, capricciosa, di una signora ignara forse di avere come compagno di strada, più o meno in quegli anni, Vladimir Nabokov, proprio a Berlino». (Adelphi)

 

Sybille Bedford

Il retaggio

Traduzione di Marina Antonielli

gli Adelphi

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