Sergio Claudio Perroni
Ricordando Sergio Claudio Perroni. "La voix qui t'est due" da «Imperdonabili noi» di Silvia S. Castello

“Da te, persino l’anima mi farei bruciare,

persino l’occhio, che amo più di tutto.”

Un verso di Teocrito in un mattino d’estate, quasi un presagio tra i tanti.

(...) «Un metro fa, è l’unica istantanea di Entro a volte nel tuo sonno ad avere una insolita sfumatura di stile – è scritta senza il punto. Si tratta di una pagina ‘unica’, dalla prosa vendicatrice, affilata come una spada, tragica, che racconta il dolore abissale che portò infine Sergio Claudio Perroni a spararsi un colpo di pistola alla tempia, il 25 maggio di un anno fa. Ricordo che fu un attimo – come se affiorasse un pensiero preconscio -, quando venni a sapere della sua morte, il giorno della scomparsa, (dal Corriere della Sera); io, fulminea: mi bastò leggere il suo nome nel titolo per capire… “l’ha fatto, l’ha fatto…” sussurrai annichilita e mi strinsi la testa tra le mani. Imperdonabili noi».